Le molte facce di Facebook

Facebook raccoglie i nostri volti e quelli dei nostri amici: ma l'amicizia va oltre la foto di una faccia sorridente su internet.E poi siamo sicuri di conoscere davvero tutte le facce di Facebook?

Il fenomeno Facebook è oggi famosissimo in tutto il mondo. Si tratta di un social network, ossia una rete sociale, un gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli affettivi. Tale social network si sviluppa su internet, attraverso una piattaforma che permette di ricercare e contattare gli individui di cui si conosce il nome, oppure solamente rintracciarli tramite una foto, se sono tra i contatti virtuali di chi già fa parte della propria rete. Facebook nasce nel 2004, dall'idea di un teen ager, Mark Zuckerberg, che desiderava stringere nuove amicizie nella prestigiosa Università americana di Harvard, creando un annuario digitale degli alunni: il termine facebook (talvolta tradotto maccheronicamente come "libro delle facce") significa infatti "annuario". Ogni utente possiede la sua pagina web con la propria foto e una sorta di album con le foto dei volti dei propri amici. Ma questo spazio web non è il primo esempio di social network: tutto è nato ben 14 anni fa, tramite il sito Classmates.com. Il suo creatore fu un ingegnere, Randy Conrads, che aveva studiato nelle Filippine e una volta trasferitosi voleva ritrovare i suoi vecchi compagni di scuola. Nel 2002 vede la luce il sito Friendster, che consentiva di allargare la propria cerchia di conoscenze contattando gli amici degli amici. Seguono poi vari spazi web, come Netlog, Myspace, Twitter, Badoo ed altri ancora. Attualmente Facebook conta ben 175 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui circa cinque milioni e mezzo in Italia. I maggiori fruitori sono i giovani, ma anche molti artisti che pubblicano le loro opere (testi, disegni, musica, video, ecc.) sono presenti su Facebook, perché consente loro la massima espressione in libertà e una possibilità di promozione professionale. Precedentemente questo target si radunava su Myspace, ma il successo di FB (come viene correntemente chiamato) ha ormai surclassato tutti gli altri siti. Tale successo è dovuto a molti fattori: è facile da usare; consente di ritrovare persone che fanno parte della nostra vita, ma di cui si son perse le tracce (compagni di scuola, vecchi colleghi di lavoro, ecc.), o di conservare i contatti con chi vive lontano da noi; mantiene aggiornati su ciò che capita ai nostri amici (situazione sentimentale, successi professionali, compleanni, viaggi); permette di esprimersi come fosse una sorta di "diario" su cui inserire le proprie riflessioni, le foto e i video di cantanti e attori preferiti; offre varie occasioni di gioco e di svago, anche interattivo (giochi on line, quiz, test da condividere con i propri contatti d'amicizia); dà la possibilità di coinvolgere in varie iniziative coloro che fanno parte della rete. Queste iniziative possono essere personali, come per esempio un invito ad una festa, uno spettacolo, una serata in un locale; oppure possono coinvolgere gli altri ad associarsi ad una causa, di tipo ambientalista, animalista, umanitaria, ecc. ecc., sensibilizzandoli sul tema. Quest'ultima caratteristica è molto interessante, perché sembra dare una sfumatura d'impegno civico a quello che per la maggior parte delle volte è uno spazio ludico, che serve come valvola di sfogo dalla routine e dallo stress. Le varie campagne sociali (o "cause", come vengono definite su FB) svolgono inoltre una funzione informativa, talvolta alternativa alle altre fonti d'informazione. In generale, sia sui social network, che su altri spazi web (forum, blog, ecc.) è possibile che circoli un'informazione che non trova posto nei mezzi di comunicazione di massa diversi da internet. Facebook, quindi, possiamo dire che possiede molte facce, e non solo quelle dei suoi iscritti, ma ha proprio intrinsecamente varie identità: quella intima, di espressione di sé; quella leggera, del divertimento; quella nostalgica, del recupero dei contatti persi durante il corso della vita; quella informativa, ed anche controcorrente; quella impegnata, a sostegno di varie cause. Ma non dimentichiamo anche l'altra faccia della medaglia: l'uso massiccio di internet - come sostengono alcuni studi in campo sociologico e psicologico - allontana dalla realtà e porta all'isolamento relazionale. L'internauta troppo assiduo si chiude in un suo mondo virtuale, perdendo contatto con l'universo concreto, fino a cadere in una vera e propria patologia che gli esperti chiamano Internet addiction. Senza comunque arrivare ai casi limite, non bisogna dimenticare che Internet non può essere il surrogato della vita e dell'amicizia nel mondo off line. Scrivere messaggi sulla bacheca Facebook di un amico non può - e non dovrebbe - sostituire l'incontro dal vivo, la confidenza, il sostegno, l'aiuto nelle piccole questioni quotidiane. In poche parole, il rapporto umano faccia a faccia! L'amicizia è un valore importante, e non basta definirsi "amico" su FB per esserlo veramente: l'amicizia va coltivata, curata, conservata..protetta. L'amico è capace di scherzare, ma sa anche essere discreto e serio. Ci sono momenti e contesti per giocare, ed altri momenti e contesti per raccontarsi e mettersi a nudo, confidando che l'altro - l'amico vero - tratterà con delicatezza, e come un dono, ciò che gli abbiamo raccontato, perché abbiamo scelto proprio lui (o lei) per mostrarci senza corazza. Gli abbiamo dato la nostra fiducia, e l'amico vero non ci tradirà. Questo tipo di rapporto ha bisogno di riservatezza, di uno spazio di riflessione, di tempi anche lunghi, di attenzione, cose che il contesto di Facebook non può dare. Perciò ben venga Facebook come un saluto virtuale, ma che non sostituisca la vera e sincera - e vigorosa! - stretta di mano! In ultimo, vorrei sottolineare una faccia di Facebook che pochi conoscono e di cui nessuno parla. FB è gratuito, l'iscrizione è gratuita, vari giochi sono gratuiti, guardare video è gratuito.ma in un certo senso "paghiamo" ciò che ci viene messo a disposizione, diventando il target delle pubblicità presenti sul sito. E non un target generico e indifferenziato: tutto il contrario!! Il "signor Facebook" (ovvero chi gestisce il sito) ci conosce molto bene: tutte le informazioni che inseriamo, i nostri gusti e preferenze, sono indicati nelle nostre pagine personali. Quando iniziamo un test o un giochino, si apre una finestra che ci avverte che così consentiamo a chi ha creato quell'applicazione di conoscere le informazioni presenti nelle nostre pagine personali. Queste informazioni sono "moneta di scambio" perché il "signor Facebook" le rivende alle aziende che cercano un tipo di pubblico specifico. Mi spiego meglio: se un'azienda cerca come destinatario del proprio messaggio promozionale chi, per esempio, ama la bicicletta e lo ha in qualche modo manifestato sulle proprie pagine personali, FB è in grado di dare una stima precisa di quanti sono gli utenti, divisi anche per sesso, età, area geografica, titolo di studio, che possono essere potenziali acquirenti di una bicicletta. Basta fare un esperimento per comprendere pienamente: provate ad inserire un annuncio economico su FB, e delimitare il vostro pubblico potenziale. Scegliete le parole chiave, dove vive, quanti anni deve avere. Sarete stupiti dal fatto che vi indicheranno il numero preciso di persone, nel minimo dettaglio, che può essere interessato al vostro prodotto o servizio! Non comunicheranno i vostri nomi, le vostre facce, ma comunque le informazioni personali verranno usate per fini commerciali. Anche questa è una faccia di Facebook: forse quella più mascherata!

Pubblicato su rivista Spazio Oltre, vol. III, 2009, pp. 48 e ss.
(e in forma breve su www.stasera.org. )